Menu principale:
Adriatic Exploration
10 - 21 settembre 2008
Croazia Montenegro Albania
Dopo i successi delle spedizione IANTD in Mar Baltico sul transatlantico Wilhelm Gustloff ed in Croazia sulla corazzata Santo Stefano. Dopo i ritrovamenti della corazzata Regina Margherita, del cacciatorpediniere Intrepido e del piroscafo Re Umberto e dopo le numerose esplorazioni della Nave Ospedale Po in Albania.
Componenti del Nautica Mare Dive Team si apprestano ad esplorare nuovamente i fondali delle coste croate, albanesi,e montenegrine, alla ricerca di nuove appassionanti storie da raccontare. Dal 10 al 21 settembre per ben 12 giorni potrai seguire i dettagli dell'esplorazione sul nostro "Diario di Bordo"
Diario di Bordo
Sabato, 13 settembre 2008
Da Shengjin a Valona
Al risveglio la giornata non promette nulla di positivo. Il tempo sembra non essere favorevole e così ci dedichiamo a controllare le innumerevoli fotografie che Gian ha già scattato nelle quattro immersioni svolte durante i primi due giorni. A metà mattinata però il tempo migliora e chiamiamo Ben affinché appronti la barca e la strumentazione. In pochi minuti è già sulla spiaggia con un’imbarcazione diversa da quella di ieri ma molto efficace.
Dirigiamo al largo e ci allontaniamo di 4 miglia dalla costa in un punto in cui Cesare ha già svolto immersioni negli anni scorsi, sostenendo da sempre la tesi che si tratti del piroscafo Brindisi, costruito presso i cantieri f.lli Orlando di Livorno e affondato il 6 gennaio 1916 in seguito al contatto con una mina rilasciata dal sommergibile UC14. Mentre Cesare si dedica alle misurazioni della zona prodiera, Gian raccoglie documentazione fotografica cercando di catturarne ogni dettaglio nonostante le cattive condizioni di visibilità.
Ci spostiamo per il secondo tuffo verso terra su un altro relitto. Qui la visibilità è ancora peggiore ma nonostante ciò ci muoviamo in mezzo alle lamiere della prora ed all’apparato motore senza perdere nessun riferimento. Rientriamo a Shengjin nel tardo pomeriggio e approntiamo tutto l’equipaggiamento che ci servirà domani a Valona lasciando sul posto le bombole esaurite.
I disagi che si presentano a terra sono gli stessi affrontati nelle passate IANTD Expeditions. Purtroppo la prolungata interruzione di energia elettrica nel corso della giornata ci crea non pochi problemi, superati però grazie alla disponibilità di Vlado, proprietario dell’hotel Frojd di Shengjin, il quale prolunga i tempi di accensione del generatore di corrente ausiliario per le nostre esigenze.
In prima serata dirigiamo alla volta di Valona
Venerdi 12 settembre 2008
Shengijn.
Puntuale come stabilito la sera precedente, alle 7 sulla spiaggia incontriamo Ben. Sarà lui incaricato di accompagnarci sui punti di immersione. Partiamo alla volta di Capo Rodoni e favoriti dalle ottime condizioni del mare, percorriamo le 16 miglia che ci separano dal primo punto d’immersione.
Durante il tragitto, tenere a freno la curiosità di Ben in merito ai nostri obiettivi per l’immersione e al nostro equipaggiamento, ci risulta difficoltoso come anche è difficile porre l’attenzione dovuta agli strumenti durante la ricerca del punto per gli assillanti suoi continui aneddoti di pescatore e altro… (ai componenti delle precedenti IANTD Expeditions in Albania risulterà chiaro ogni qualsiasi riferimento a precedenti collaboratori locali).
Le coordinate forniteci dal nostro amico pescatore Tonin sono esatte e ci ritroviamo in pochi minuti sul piroscafo austriaco Linz. Affondato il 19 marzo 1915, il Linz rappresenta una grande tragedia della prima guerra per via dell’elevato numero di vittime che ci furono in seguito all’affondamento, tra cui 284 prigionieri italiani.
L’immersione su un fondale di 45 metri è emozionante sia per il contesto storico in cui ci troviamo che per le dimensioni del piroscafo. Al rientro sulla barca siamo entusiasti e a malincuore decidiamo di non effettuare l’immersione ripetitiva qui ma dirigiamo alla volta di un altro relitto per fame di interesse e documentazione.
Ci spostiamo così sul punto di affondamento del piroscafo ungherese Andrassy, già identificato nel luglio del 2006 da Cesare nel corso di una spedizione italo-austriaca. Lo scenario che si presenta è molto suggestivo per via degli innumerevoli passaggi da una stiva all’altra che il relitto permette di compiere.
Trascorriamo la piacevole serata in un locale caratteristico di Scutari, in compagnia del Console d’Italia, dott. Stefano Marguccio e Tom Thercai, portavoce del Ministero dell’Ambiente. Entrambi hanno provveduto a fare da tramite con il Ministero del Turismo per il rilascio delle autorizzazioni allo svolgimento della nostra attività e con pianifichiamo le nostre prossime attività subacquee per gli anni futuri in questo meraviglioso mare che nonostante i nostri recenti ritrovamenti e le successive IANTD Expeditions ha ancora molto da offrire.
Giovedì 11 settembre 2008
Da Herceg Novi a Shengijn passando per Scutari
Ci incontriamo con Dragan e velocemente definiamo il programma. Rinuncia ai suoi piani per la giornata e mette a nostra disposizione lo staff e la barca Norma II. In pochi minuti dirigiamo verso l’isola di Mamola posta all’ingresso delle Bocche di Cattaro.
Svolgiamo immersione sul relitto del Tihany, identificato da Dragan nel 2001 dopo averne recuperato la campana e ponendo fine al dubbio sulla identità del relitto precedentemente attribuita ad una nave simile affondata in prossimità di Lussino.
A seguire ci immergiamo sulla torpediniera 76T conosciuta storicamente come la nave che inseguì invano il MAS 15 del Com/te Rizzo dopo che quest’ultimo silurò il 10 giugno 1918 la corazzata Szent Istvan.
Al termine Dragan con lo staff del D.C. Marina prosegue verso Petrovac per pedagnare il relitto dell’incrociatore Zenta sul quale torneremo per unirci ad una spedizione italo-croata a partine del giorno 15 p.v.
Veniamo sbarcati così nel porticciolo turistico di Rose e con stupore, mentre la barca del nostro amico si allontana, ci troviamo con il nostro equipaggiamento disposto sul molo, nel bel mezzo di un set cinematografico dove stanno girando le riprese per una produzione ambientata negli anni ’30.
Nel pomeriggio proseguiamo per l’Albania e arriviamo in serata nella città di Scutari. Dopo aver salutato alcuni amici conosciuti da Cesare nei tre anni trascorsi in questa città arriviamo a Shengijn, nel golfo del Drin, dove alloggiamo per la notte.
Mercoledi 10 settembre 2008
Da Venezia a Herceg Novi.
Partenza da Venezia alle 15.30 dopo aver costipato l'auto di tutto quello che ci occorrera' per svolgere le immersioni in coppia e tutti i gas necessari per scendere fino a 70 metri.
Forti delle esperienze passate cerchiamo di non dimenticare nulla di quello che potra' servire quando raggiungeremo l'Albania. Ad oggi, infatti, non sono ancora presenti diving in questo paese e quindi siamo costretti ad avere al seguito qualsiasi componente di ricambio dell'attrezzatura che ci potrebbe servire in caso di necessita'.
ttraversiamo i confini sloveni e croati senza difficolta' avendo programmato come punto di arrivo la citta' di Spalato. Durante il viaggio ci viene comunicato telefonicamente dalla segreteria del consolato di Italia a Scutari di aver ottenuto le autorizzazioni a svolgere le immersioni in Albania nei prossimi giorni. Il consigliere del ministro del turismo della Repubblica di Albania Ylli Pango, a conoscenza della attivita' svolte dalla IANTD Expeditions negli anni passati, ci chiede in cambio di poter arrichire il sito del ministero del turismo con le fotografie scattate nel corso delle precedenti spedizioni dai fotografi del team Nautica Mare Dive Team.
Alle ore 22 nel corso di una telefonata con Dragan Gacevic, IANTD ADV EANX Instructor, titolare del Marina Diving Center di Herceg Novi, ci viene comunicata la possibilita' di svolgere immersioni nella giornata di domani. Decidiamo percio' di affrontare altre 4 ore di macchina e alle ore 2, dopo aver passato anche il confine montenegrino, raggiungiamo la localita' di Herceg Novi dove troviamo alloggio presso la sig.ra Evdokija, ormai quasi una persona di famiglia vista l'accoglienza che ci attende al nostro arrivo.